novembre 21

L’autobiografia: essere il protagonista del romanzo di una vita

Autobiografia, il romanzo di una vita

Se intendete pubblicare la vostra autobiografia, dovete mettervi per prima cosa nei panni del vostro lettore e chiedervi: «Se io di questa autobiografia non conoscessi l’autore, la leggerei? E per quale motivo?» Rispondete in tutta sincerità.

Ci sono sue componenti fondamentali che vanno considerate. Prima di tutto, l’argomento che deve interessare, stuzzicare la curiosità del lettore. In secondo luogo, l’esposizione dei fatti che non deve mai annoiare. Quello che voi vi accingete a scrivere non deve essere una fredda cronaca, ma il romanzo di una vita, un vero romanzo. Dovete, insomma, cambiare completamente il vostro punto di vista. Non siete più il “Signor X” che racconta la sua vita, ma uno scrittore che narra le vicende di un personaggio che, casualmente, porta il vostro stesso nome. Continue reading

luglio 17

La scrittura come mestiere. L’importanza della routine

La scrittura come mestiere. L'importanza della routineScrivere è un’attività molto faticosa che richiede un impegno costante. D’altro canto, uno scrittore, per definizione, scrive. Quindi, se avete questa ambizione, dovete scrivere ogni giorno, ogni momento che potete come fosse la cosa più importante per voi. E lo è!

L’esercizio quotidiano è la prima chiave per riuscire a migliorare il vostro stile. Ma c’è di più. Ogni autore professionista conosce benissimo l’importanza di una routine stabilita. La scrittura, per essere efficace richiede, prima di tutto, disciplina. Soprattutto se si parla di autori ormai affermati. Continue reading

gennaio 2

Il testo non è una superficie uniforme: funzioni, indizi, informanti

Il testo non è una superficie uniforme: funzioni, indizi, informantiQuello che sembra uniforme ad un lettore disattento, non lo è per un occhio allenato. Ci sono alcune parti della narrazione che sono fondamentali per la comprensione del racconto, altre che possono essere saltate senza compromettere la lettura. Possiamo affermare, quindi, che un testo letterario non è uniformemente significante. Alcune parti contribuiscono al “procedere” della vicenda, sono più significative, altre hanno altre finalità. Tutte, però, assolvono ad una funzione nel contesto della narrazione, intendendo con il termine “funzione”, in maniera approssimativa, l’unità minima narrativa. Possiamo anche dire, sempre semplificando, che una funzione è un’azione compiuta da un personaggio. Continue reading

novembre 17

In principio era il verbo…. il tempo della narrazione

libri04Osservate qualsiasi testo. Noterete che il tempo maggiormente impiegato è il passato remoto. Più raramente, vengono utilizzati il presente e il passato remoto. Questo perché, in primo luogo, il passato remoto permette di raccontare la vicenda con il necessario distacco (vi ricordate la differenza fra autore e narratore?).

Il passato remoto è il tempo “normale” per parlare al passato. L’imperfetto, invece, dà l’idea di qualcosa che si prolunga nel tempo, della durata e, di conseguenza, rallenta il tempo della narrazione. Viceversa, il ritmo accelera se nel mezzo del testo si inserisce il presente che fa percepire gli eventi come immediati.
Un esempio del genere, con una contaminazione voluta fra imperfetto e presente, lo troviamo nel classico Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Continue reading

novembre 16

Detto per inciso. Virgole e virgolette, come usarle?

scrivere02Intervengo per rispondere ad alcuni quesiti che mi sono stati posti di recente riguardo l’uso della punteggiatura nei dialoghi.

Per prima cosa, la punteggiatura finale è, di regola, interna alle virgolette (esempio: «Sono tornato a casa subito.» oppure «Come stai?»). Alcuni editori, come Adelphi, preferiscono, invece, mettere i punti all’esterno. Non si tratta, quindi, di una legge assoluta. Precisiamo che ciò vale per il solo discorso diretto. Quando si tratta di una citazione collegata ad un’altra frase precedente o successiva, il punto scivola all’esterno. Continue reading