novembre 21

Fabula, intreccio, flash-back e… Ulisse

Fabula, intreccio, flash-back e... UlissePerdonatemi per il post un po’ più “scolastico” del solito, ma rispondo con piacere ad una domanda che mi è stata rivolta sulla struttura di un testo narrativo. Per scrivere un racconto o un romanzo bisogna immaginare una successione di azioni e di eventi coordinati logicamente fra di loro e disposti secondo un ordine cronologico.

Per rendere meglio l’idea, mi rifaccio ad un esempio chiaro per tutti: quello dell’Odissea, ovvero il poema attribuito ad Omero che racconta il peregrinare di Ulisse da Troia per tornare alla sua terra, Itaca.
Ebbene, la vicenda se raccontata in ordine cronologico, si svolgerebbe seguendo man mano le tappe del viaggio del nostro eroe fino a farlo giungere in patria, uccidere i Proci, farsi riconoscere da Penelope e così via. L’ordine appena posto era quello che Aristotele definiva fabula, mentre gli anglosassoni preferiscono il termine story. Un fatto, una scena, dietro l’altro nel loro avvicendarsi naturale. Continue reading

novembre 17

In principio era il verbo…. il tempo della narrazione

libri04Osservate qualsiasi testo. Noterete che il tempo maggiormente impiegato è il passato remoto. Più raramente, vengono utilizzati il presente e il passato remoto. Questo perché, in primo luogo, il passato remoto permette di raccontare la vicenda con il necessario distacco (vi ricordate la differenza fra autore e narratore?).

Il passato remoto è il tempo “normale” per parlare al passato. L’imperfetto, invece, dà l’idea di qualcosa che si prolunga nel tempo, della durata e, di conseguenza, rallenta il tempo della narrazione. Viceversa, il ritmo accelera se nel mezzo del testo si inserisce il presente che fa percepire gli eventi come immediati.
Un esempio del genere, con una contaminazione voluta fra imperfetto e presente, lo troviamo nel classico Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Continue reading