novembre 20

Scrivi quello che conosci!

lettori05 Una delle prime cose che dico in un laboratorio di scrittura (a proposito, vi siete già iscritti?) è quello che per me è un concetto basilare: “Non scrivete su argomenti che non conoscete”.
Sembrerebbe un’affermazione ovvia, ma non lo è. Prima di cominciare a pensare ai personaggi e alla trama, dobbiamo essere certi di conoscere pienamente l’argomento del quale andiamo a parlare. Non posso scrivere un giallo se non ho un minimo di cognizioni di balistica se parlo di armi di fuoco, di procedure investigative se il mio investigatore è un poliziotto, di quel periodo storico se mi accingo a scrivere un romanzo storico. E via di questo passo. Quindi, per prima cosa, documentatevi! E molto!

Buttarsi a capofitto nella narrazione senza una piena padronanza del contesto in cui si narra. Dovete essere rigorosi. Il rapporto autore-lettore si incrina se chi ha investito dei soldi nel vostro libro scopre un’incongruenza o una leggerezza. E si tratta di una rottura non più recuperabile. Quindi, non rischiate una figuraccia. Lasciate stare quell’argomento se non ve la sentite di affrontarlo. Sarà meglio per tutti, per voi e per il lettore. Se non sapete niente di alpinismo, non occorre che vi affatichiate a descrivere gli attrezzi di un arrampicatore: trovereste sempre qualcuno che noterà un’imprecisione o, peggio, un madornale errore come, ad esempio, un attrezzo che non si usa così o non si usa addirittura più. Fatevi consigliare prima da un autentico alpinista o lasciate perdere. Se avete molto denaro, fate come Ken Follett: lasciate fare le verifiche agli altri.

Facciamo qualche esempio. Patricia D. Cornwell può far sì che il suo personaggio, la dottoressa Key Scarpetta, possa descrivere in dettaglio l’anatomia di un cadavere, indugiando nei dettagli. Questo perché la Cornwell, prima di diventare una scrittrice famosa, è stata per anni una poliziotta e ha frequentato i laboratori di medicina legale. Gianrico Carofiglio e Michele Giuttari possono trattare con competenza di processi e di procedure giudiziarie dato che sono stati magistrati. Paolo Maurensig ha scritto un magnifico romanzo, La variante di Luneburg, basandosi sulle sue indubbie competenze scacchistiche. E via di questo passo.

Eppure capita di trovare leggerezze ed errori madornali anche nei libri di autori (giustamente o ingiustamente) famosi. Cito solo il caso degli errori storici, soprattutto anacronismi, contenuti nel Codice da Vinci di Dan Brown e che sono stati notati immediatamente. Ciò non ha impedito, direte, il successo dell’opera al di là della superficialità dell’impianto. No comment.

Non mi piace parlare di me stesso, ma posso citare la mia esperienza come esempio. Nei miei trascorsi universitari e dopo ho studiato il medioevo e la storia ecclesiastica, soprattutto del monachesimo. Nei miei romanzi faccio riferimento a questo periodo, in particolare al Trecento, ovvero a periodi e contesti che contengo di conoscere a fondo. Ciò non toglie che, prima di accingermi a scrivere un romanzo di 300 pagine, mi documento. Solo così viene fuori un personaggio come Anselmo, un monaco benedettino che si trova perfettamente a suo agio fra scriptoria monastici e delitti ispirati all’Apocalisse. Sarà, vi anticipo, il protagonista di un mio prossimo ciclo che inizierà con Eclissi di sangue in uscita in primavera. Eppure, in questo caso, bisogna conoscere a fondo la Regola di San Benedetto, le consuetudini monastiche, i ruoli all’interno del monastero, i rapporti giuridici con l’esterno, i mezzi di trasporto, tutti gli aspetti della vita comune, la storia delle eresie, le pratiche inquisitoriali, insomma il mondo medievale nel suo complesso. Scriverei con maggiore difficoltà una vicenda ambientata nell’Antica Grecia che, infatti, evito.

Concludendo, soprattutto nei romanzi a sfondo storico non è ammesso sbagliare. Ci si ritroverebbe come quei film con il centurione che si dimentica l’orologio al polso. E tutto il castello da voi costruito cadrebbe in un soffio.


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Posted 20/11/2015 by Claudio in category "La trama

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