ottobre 11

Il “mondo parallelo” del fantasy: istruzioni per l’uso

fantasy e mondo parallelo: istruzioni per l'usoScrivere un fantasy equivale, in definitiva, a creare un “mondo parallelo” dove ambientare la vicenda. Qui, l’autore, può sviluppare la sua fantasia come non mai. Bisogna, però, porre molta attenzione alla creazione di un sistema di regole e di leggi interne che rendano questo mondo coerente e tale da permettere al lettore di “sospendere l’incredulità”. Nel caso di questo genere di narrazione fantastica, la fantasia dell’autore ha, comunque, delle limitazioni perché il fantasy, dopo il successo dei libri di Tolkien e dei suoi imitatori, è ormai un genere fortemente codificato e i consumatori di questo tipo di romanzi, hanno delle aspettative ben precise. Continua a leggere

agosto 7

Il romanzo d’amore: note introduttive

Il romanzo d'amore: note introduttiveIl romanzo rosa è un settore che occupa una fetta considerevole del mercato librario a livello mondiale. E che negli ultimi tempi ha subito un’evoluzione notevole. Se siete legati al cliché del romanzo d’amore come letteratura di evasione e spesso di bassa qualità, di consumo esclusivamente femminile e con un finale che non può che essere a lieto fine, è meglio che vi prepariate a modificare le vostre opinioni. Spesso, ormai il romanzo, che una volta si definiva semplicemente rosa, ricerca le contaminazioni con altri generi narrativi e assurge a livelli notevoli di complessità con ambizioni di alta letteratura. Continua a leggere

luglio 17

La scrittura come mestiere. L’importanza della routine

La scrittura come mestiere. L'importanza della routineScrivere è un’attività molto faticosa che richiede un impegno costante. D’altro canto, uno scrittore, per definizione, scrive. Quindi, se avete questa ambizione, dovete scrivere ogni giorno, ogni momento che potete come fosse la cosa più importante per voi. E lo è!

L’esercizio quotidiano è la prima chiave per riuscire a migliorare il vostro stile. Ma c’è di più. Ogni autore professionista conosce benissimo l’importanza di una routine stabilita. La scrittura, per essere efficace richiede, prima di tutto, disciplina. Soprattutto se si parla di autori ormai affermati. Continua a leggere

luglio 10

Nulla dies sine linea. È la costanza che fa lo scrittore

UNulla dies sine linea. È la costanza che fa lo scrittorena domanda che, sicuramente, non ha una risposta è la seguente: Si può insegnare a scrivere?

Probabilmente no, soprattutto nel senso che non si può insegnare il talento. O ce l’hai o non ce l’hai. La capacità di scrivere, però, come molte altre qualità della persona, si può educare, si può far crescere. In questo senso la risposta alla domanda di cui sopra può essere la seguente: Forse non si può insegnare a scrivere. Sicuramente si può imparare a scrivere. Con quell’umiltà, ovviamente, che è il primo gradino verso la conoscenza, come ben sapevano, o avrebbero dovuto sapere, i monaci benedettini.

Resta da stabilire cosa sia il talento. Ma qui ci avventuriamo in un terreno minato. Personalmente, non avrei sottomano una definizione esatta di questo termine. Però quando leggo un libro e rimango rapito dalla qualità di scrittura di un autore, dalla sua capacità di creare atmosfere, di dipingere personaggi, quando mi sfugge un’esclamazione di meraviglia, di godimento estetico per qualcosa che ho letto e che lascia il segno… beh, se questo non è talento è qualcosa che gli si avvicina molto. Continua a leggere

gennaio 7

La revisione: quando, come e perché

  1. La revisione: quando, come e perchéAvete messo l’ultimo, fatidico punto. E non vedete l’ora di far leggere la vostra opera agli amici e magari, dopo una “riguardatina”, a qualche editore. Volete un consiglio? Non fatelo!

Il vostro lavoro non è finito, anzi è ancora ben lontano dalla conclusione. Quello che vi ritrovate per le mani è ancora materiale grezzo, una brutta copia, una prima stesura. C’è ancora molto da lavorare. E dovete farlo bene, perché senza una seria e attenta revisione rischiate di vanificare tutta la fatica fatta finora. E di ridurre al lumicino le vostre possibilità di essere pubblicati. Non basta una rilettura. Molti errori, incongruenze, problemi formali e nella trama continueranno a esserci. Nonostante tutti i vostri sforzi. Capita a tutti gli scrittori, anche a quelli più esperti. Per quante riletture facciate, non potrete mai venirne a capo. Per questo è importante affidare la revisione a qualche persona esterna, un amico competente, un editor, l’editore stesso che accetta di pubblicare. Ma non potrete essere voi. Ma prima di procedere in questo senso, dovete lavorare su questa benedetta (o maledetta) prima stesura. Continua a leggere

gennaio 3

Nuclei, indizi e ritmo narrativo

Nuclei, indizi e ritmo narrativoRiprendendo quanto abbiamo detto nel post di ieri, dobbiamo essere consapevoli che quando scriviamo, dobbiamo impiegare testi che abbiano un significato diverso all’interno della struttura del racconto. I significati narrativi (o funzionali) in senso stretto, quelli che fanno procedere il racconto, tendono a concentrasi in alcuni punti ben determinati, i nuclei, e solo in misura molto minore e decrescente nelle catalisi e negli indizi. Quelli referenziali, o informativi, risultano concentrati soprattutto negli informanti, ma si ritrovano anche nelle altre unità. Continua a leggere

gennaio 2

Il testo non è una superficie uniforme: funzioni, indizi, informanti

Il testo non è una superficie uniforme: funzioni, indizi, informantiQuello che sembra uniforme ad un lettore disattento, non lo è per un occhio allenato. Ci sono alcune parti della narrazione che sono fondamentali per la comprensione del racconto, altre che possono essere saltate senza compromettere la lettura. Possiamo affermare, quindi, che un testo letterario non è uniformemente significante. Alcune parti contribuiscono al “procedere” della vicenda, sono più significative, altre hanno altre finalità. Tutte, però, assolvono ad una funzione nel contesto della narrazione, intendendo con il termine “funzione”, in maniera approssimativa, l’unità minima narrativa. Possiamo anche dire, sempre semplificando, che una funzione è un’azione compiuta da un personaggio. Continua a leggere

novembre 24

Una trama o molte trame? Il programma narrativo di base

Una trama o molte trame? Il programma narrativo di basePropp, in quel testo fondamentale scritto nel 1928, la Morfologia della fiaba, ha individuato un’unica tipologia di narrazione che accomuna tutte le favole russe. Nei suoi studi ha identificato un numero limitato, trentuno per l’esattezza, di “funzioni“, intendendo con tale termine l’operato di un singolo personaggio che opera in un singolo contesto per lo svolgimento della storia.

Cosa c’entra uno studio di folklore e la fiaba, per giunta russa, con la narrazione? Il fatto è che, secondo Propp, le funzioni sono non solo limitate, ma la loro successione è sempre identica. Insomma, lo svolgimento degli eventi, la trama, non cambia mai. Continua a leggere

novembre 22

L’orrore della porta accanto. La lezione di Lovecraft e King

lettori09A occidente di Arkham le colline si innalzano all’improvviso, tra valli e boschi profondi che non hanno mai conosciuto la scure: vi sono macchie strette e buie dove gli alberi si inerpicano in maniera fantastica e ruscelli che non hanno mai visto la luce del sole. Sui pendii più dolci sorgono antiche fattorie di pietra e rozzi cottage coperti di musco che meditano da secoli sui segreti del New England, al riparo di grandi costoni di roccia: si tratta, per la maggior parte, di costruzioni ormai disabitate, con grandi comignoli in rovina e i fianchi d’embrice pericolosamente gonfi sotto i tetti bassi a doppio spiovente.

Quello che avete appena letto è l’incipit di uno dei più famosi racconti di Howard Phillips Lovecraft, Il colore venuto dallo spazio, scritto nell’ormai lontano 1927. Non mi stancherò mai di consigliare la lettura di Lovecraft per la capacità evocativa delle sue descrizioni. Dopo aver letto questo prima paragrafo, non siete curiosi di sapere cosa sta per accadere in un posto del genere, anche se l’autore non ha ancora accennato a niente? Continua a leggere

novembre 21

Fabula, intreccio, flash-back e… Ulisse

Fabula, intreccio, flash-back e... UlissePerdonatemi per il post un po’ più “scolastico” del solito, ma rispondo con piacere ad una domanda che mi è stata rivolta sulla struttura di un testo narrativo. Per scrivere un racconto o un romanzo bisogna immaginare una successione di azioni e di eventi coordinati logicamente fra di loro e disposti secondo un ordine cronologico.

Per rendere meglio l’idea, mi rifaccio ad un esempio chiaro per tutti: quello dell’Odissea, ovvero il poema attribuito ad Omero che racconta il peregrinare di Ulisse da Troia per tornare alla sua terra, Itaca.
Ebbene, la vicenda se raccontata in ordine cronologico, si svolgerebbe seguendo man mano le tappe del viaggio del nostro eroe fino a farlo giungere in patria, uccidere i Proci, farsi riconoscere da Penelope e così via. L’ordine appena posto era quello che Aristotele definiva fabula, mentre gli anglosassoni preferiscono il termine story. Un fatto, una scena, dietro l’altro nel loro avvicendarsi naturale. Continua a leggere