novembre 12

Le recensioni: Ann Cleeves. L’isola dei cadaveri

le recensioni: ann cleeves l'isola dei cadaveriDevo confessare che quello che mi ha attirato del romanzo di Ann Cleeves, L’isola dei cadaveri, è stata la sua ambientazione estrema. La vicenda si svolge, infatti, nelle remote Shetland, un gruppo di isole a nord della Scozia. Una terra brulla e spoglia, senza alberi, continuamente battuta dal vento e dalle onde gelide del Mare del Nord. Un terra dura, insomma, dove tutto è essenziale. Devo dire che la descrizione che la Cleeves fa di questo angolo estremo del mondo, non mi ha deluso. Forse la narrazione, a tratti, può risultare troppo lenta, ma in quest’atmosfera rarefatta non poteva che essere così. In compenso, sono rimasto talmente affascinato da sentire la necessità di andare su Google Street per cercare di immedesimarmi con i miei occhi nella realtà di questa terra evocata nel libro. Anche se ho scoperto, come ammette lei stessa nelle note, che l’autrice si è presa qualche libertà topografica.

Allo stesso modo, è descritto con efficacia il carattere delle persone che abitano questo lembo estremo di terra, gente molto ospitale ma capace di serbare lontani e oscuri segreti e di sacrificare tutto per l’onore della famiglia. È in un contesto come questo che si svolge la vicenda. In una terra in apparenza addormentata, quasi immutabile, con un respiro rallentato. Eppure basta che una giovane archeologa, mentre scava alla ricerca di un edificio medievale, si imbatta in pochi frammenti d’ossa antichi che tutto l’equilibrio che da sempre ha retto la comunità, si infranga. E perché qualcuno si trovi nella necessità di ripristinarlo. Si tratta di resti antichi o la prova di un dramma molto più recente?

L’isola dei cadaveri è un racconto di morte ma che si apre, inaspettatamente, con la venuta al mondo di una nuova creatura. Che narra di accoglienza verso i nuovi arrivati, ma anche di silenzi e reticenze. È un romanzo, quindi, che parla di contrasti, come abbiamo visto. Uno scavo (non solo archeologico) nell’animo di una comunità apparentemente tranquilla e dedita al lavoro. Ma la cui agiatezza attuale deve fare i conti, talvolta, con un passato inconfessabile. E così l’investigatore, l’ispettore Perez (un nome spagnolo, ma qui anche gli elementi più distanti trovano una loro collocazione) si trova catapultato nella desolazione della remota isola di Whalsay per indagare su quello che appare come uno sfortunato incidente. E ad aggirarsi nella nebbia onnipresente alla ricerca di una verità che tutti vorrebbero sepolta. Tutto il senso del racconto è racchiuso in un’espressione pronunciata da uno dei personaggi: “Ossa nella terra, scheletri nell’armadio”. Questa è la realtà delle genti delle Shetland. Questo è il senso di un romanzo avvincente, lineare, quasi psicologico di Ann Cleeves. Un noir rallentato, sospeso negli spazi infiniti ai confini del mondo.