dicembre 3

Narrativa di viaggio: luoghi veri e non luoghi comuni

Narrativa di viaggio: luoghi veri e non luoghi comuniNella narrativa di viaggio, l’importante è che l’autore crei una mappa dei punti di riferimento del viaggio, punti che non devono coincidere con quelli turistici e quelli della segnaletica stradale. Dovete riuscire a comunicare le tracce che questi luoghi dotati di maggiore pregnanza hanno lasciato dentro di voi.

Il fatto che non vi affidiate alle guide turistiche, non vuol dire che dobbiate partire impreparati. Al contrario! Prima di iniziare il vostro viaggio, documentatevi sui luoghi che andrete a visitare. Leggete quello che gli altri viaggiatori ne hanno scritto. E una volta iniziato il vostro itinerario mentre descrivete quello che osservate cercate di rendere l’idea di quello che vedete, della voce delle persone che incontrate, dei sapori dei cibi, di quello che vi colpisce e di tutto ciò che può essere rivelatore dello spirito autentico del luogo e dei suoi abitanti. Continua a leggere

novembre 23

Narrativa di viaggio: un primo approccio

Narrativa di viaggio: un primo approccioOggi parliamo di narrativa di viaggio. Il viaggio è un’esperienza personale. Il problema fondamentale per uno scrittore, anche nel caso di viaggi solo immaginati, è come condividere efficacemente questa esperienza, ovvero come prendere per mano il lettore e portarlo con sé. Sempre ammesso che, in un’epoca nella quale tutti, teoricamente, possono viaggiare e nella quale è semplice e immediato reperire informazioni, immagini e mappe di qualsiasi angolo del pianeta, abbia ancora senso scrivere di viaggi.

Diciamo subito che un libro di viaggi non è e non deve essere una guida turistica. Narrare un itinerario, per uno scrittore, significa anzitutto raccontare un’esperienza. In questo caso, il ruolo del viaggiatore è come quello del fotografo (e un libro di viaggi potrebbe anche abbracciare entrambe i mezzi espressivi, perché no?). Personalmente, diversi anni or sono ho frequentato dei corsi di fotografia. Mi ricordo una frase che il mio docente amava ripetere: «Se il risultato del vostro scatto è una cartolina, lasciate perdere. Molti altri l’hanno già fatto prima di voi». Sono parole che sottoscrivo in pieno anche per la narrativa. A cosa serve descrivere il già visto? Cosa aggiunge a quello che è già noto? E poi, in fin dei conti, a chi davvero interessa? Continua a leggere