dicembre 3

Narrativa di viaggio: luoghi veri e non luoghi comuni

Narrativa di viaggio: luoghi veri e non luoghi comuniNella narrativa di viaggio, l’importante è che l’autore crei una mappa dei punti di riferimento del viaggio, punti che non devono coincidere con quelli turistici e quelli della segnaletica stradale. Dovete riuscire a comunicare le tracce che questi luoghi dotati di maggiore pregnanza hanno lasciato dentro di voi.

Il fatto che non vi affidiate alle guide turistiche, non vuol dire che dobbiate partire impreparati. Al contrario! Prima di iniziare il vostro viaggio, documentatevi sui luoghi che andrete a visitare. Leggete quello che gli altri viaggiatori ne hanno scritto. E una volta iniziato il vostro itinerario mentre descrivete quello che osservate cercate di rendere l’idea di quello che vedete, della voce delle persone che incontrate, dei sapori dei cibi, di quello che vi colpisce e di tutto ciò che può essere rivelatore dello spirito autentico del luogo e dei suoi abitanti. Continua a leggere

novembre 25

Il giallo? Una sfida fra scrittore e lettore

Il giallo? Una sfida fra scrittore e lettoreIn definitiva, che cos’è un giallo? Possiamo rispondere affermando che è una sfida che l’autore lancia al lettore. C’è un mistero da risolvere e lo scrittore fornisce a chi legge gli elementi per risolverlo, “sfidandolo”, per l’appunto a riuscirci. E l’altro si sente, in qualche maniera, obbligato a provarci. Insomma, ciò che contraddistingue questo genere dagli altri è il maggiore coinvolgimento del lettore nell’opera di disvelamento di una realtà, di un evento, di una serie di accadimenti apparentemente inspiegabili. Ovviamente, per rendere questa sfida interessante e godibile, non bisogna rendere la vita del lettore troppo facile e gli indizi devono essere sì posti davanti al naso dell’altro, ma mischiati ad altri elementi fuorvianti e bisognosi di un’interpretazione. Continua a leggere

novembre 23

Narrativa di viaggio: un primo approccio

Narrativa di viaggio: un primo approccioOggi parliamo di narrativa di viaggio. Il viaggio è un’esperienza personale. Il problema fondamentale per uno scrittore, anche nel caso di viaggi solo immaginati, è come condividere efficacemente questa esperienza, ovvero come prendere per mano il lettore e portarlo con sé. Sempre ammesso che, in un’epoca nella quale tutti, teoricamente, possono viaggiare e nella quale è semplice e immediato reperire informazioni, immagini e mappe di qualsiasi angolo del pianeta, abbia ancora senso scrivere di viaggi.

Diciamo subito che un libro di viaggi non è e non deve essere una guida turistica. Narrare un itinerario, per uno scrittore, significa anzitutto raccontare un’esperienza. In questo caso, il ruolo del viaggiatore è come quello del fotografo (e un libro di viaggi potrebbe anche abbracciare entrambe i mezzi espressivi, perché no?). Personalmente, diversi anni or sono ho frequentato dei corsi di fotografia. Mi ricordo una frase che il mio docente amava ripetere: «Se il risultato del vostro scatto è una cartolina, lasciate perdere. Molti altri l’hanno già fatto prima di voi». Sono parole che sottoscrivo in pieno anche per la narrativa. A cosa serve descrivere il già visto? Cosa aggiunge a quello che è già noto? E poi, in fin dei conti, a chi davvero interessa? Continua a leggere

novembre 21

L’autobiografia: essere il protagonista del romanzo di una vita

Autobiografia, il romanzo di una vita

Se intendete pubblicare la vostra autobiografia, dovete mettervi per prima cosa nei panni del vostro lettore e chiedervi: «Se io di questa autobiografia non conoscessi l’autore, la leggerei? E per quale motivo?» Rispondete in tutta sincerità.

Ci sono sue componenti fondamentali che vanno considerate. Prima di tutto, l’argomento che deve interessare, stuzzicare la curiosità del lettore. In secondo luogo, l’esposizione dei fatti che non deve mai annoiare. Quello che voi vi accingete a scrivere non deve essere una fredda cronaca, ma il romanzo di una vita, un vero romanzo. Dovete, insomma, cambiare completamente il vostro punto di vista. Non siete più il “Signor X” che racconta la sua vita, ma uno scrittore che narra le vicende di un personaggio che, casualmente, porta il vostro stesso nome. Continua a leggere

ottobre 11

Il “mondo parallelo” del fantasy: istruzioni per l’uso

fantasy e mondo parallelo: istruzioni per l'usoScrivere un fantasy equivale, in definitiva, a creare un “mondo parallelo” dove ambientare la vicenda. Qui, l’autore, può sviluppare la sua fantasia come non mai. Bisogna, però, porre molta attenzione alla creazione di un sistema di regole e di leggi interne che rendano questo mondo coerente e tale da permettere al lettore di “sospendere l’incredulità”. Nel caso di questo genere di narrazione fantastica, la fantasia dell’autore ha, comunque, delle limitazioni perché il fantasy, dopo il successo dei libri di Tolkien e dei suoi imitatori, è ormai un genere fortemente codificato e i consumatori di questo tipo di romanzi, hanno delle aspettative ben precise. Continua a leggere

agosto 7

Il romanzo d’amore: note introduttive

Il romanzo d'amore: note introduttiveIl romanzo rosa è un settore che occupa una fetta considerevole del mercato librario a livello mondiale. E che negli ultimi tempi ha subito un’evoluzione notevole. Se siete legati al cliché del romanzo d’amore come letteratura di evasione e spesso di bassa qualità, di consumo esclusivamente femminile e con un finale che non può che essere a lieto fine, è meglio che vi prepariate a modificare le vostre opinioni. Spesso, ormai il romanzo, che una volta si definiva semplicemente rosa, ricerca le contaminazioni con altri generi narrativi e assurge a livelli notevoli di complessità con ambizioni di alta letteratura. Continua a leggere

novembre 22

L’orrore della porta accanto. La lezione di Lovecraft e King

lettori09A occidente di Arkham le colline si innalzano all’improvviso, tra valli e boschi profondi che non hanno mai conosciuto la scure: vi sono macchie strette e buie dove gli alberi si inerpicano in maniera fantastica e ruscelli che non hanno mai visto la luce del sole. Sui pendii più dolci sorgono antiche fattorie di pietra e rozzi cottage coperti di musco che meditano da secoli sui segreti del New England, al riparo di grandi costoni di roccia: si tratta, per la maggior parte, di costruzioni ormai disabitate, con grandi comignoli in rovina e i fianchi d’embrice pericolosamente gonfi sotto i tetti bassi a doppio spiovente.

Quello che avete appena letto è l’incipit di uno dei più famosi racconti di Howard Phillips Lovecraft, Il colore venuto dallo spazio, scritto nell’ormai lontano 1927. Non mi stancherò mai di consigliare la lettura di Lovecraft per la capacità evocativa delle sue descrizioni. Dopo aver letto questo prima paragrafo, non siete curiosi di sapere cosa sta per accadere in un posto del genere, anche se l’autore non ha ancora accennato a niente? Continua a leggere

novembre 19

Appunti sul personaggio-investigatore

scrivere04L’investigatore, il protagonista indiscusso del giallo, deve avere una personalità ben definita. Ormai, gli investigatori “tutti d’un pezzo”, infallibili e dotati di un’intelligenza superiore hanno fatto il loro tempo. Il lettore d’oggi pretende un personaggio più vicino a lui, con le sue caratteristiche, con una vita privata spesso problematica, con le sue debolezze e i suoi vizi. Insomma, qualcuno con cui meglio identificarsi.

Già Sherlock Holmes, nonostante la sua spietata lucidità, assume cocaina e morfina per combattere la depressione. Ma senza arrivare a tanto, Montalbano ha una storia sentimentale non semplice e ha una predilezione per la buona cucina; Maigret ama il calvados e la pipa; Nero Wolfe è un ottimo cuoco e coltiva orchidee nella sua abitazione newyorkese che non abbandona quasi mai. Pensiamo a cosa sarebbero i racconti di Agatha Christie senza le macchiette geniali di Hercule Poirot, con i suoi baffi, e Miss Murple.
Fino ad arrivare agli investigatori scandinavi sempre più problematici e in conflitto con un ambiente spesso ostile e degradato. Cito solo Henry Hole, il prodotto della penna del norvegese Jo Nesbo, il cui genio investigativo si scontra quotidianamente con la dipendenza dall’alcol. Continua a leggere

novembre 18

Le regole del giallo secondo Van Dine

libri06In questi giorni, sfogliando un vecchio libro,  mi sono ricapitati sotto gli occhi i quattordici principi che un vero giallista, secondo lo scrittore S. S. Van Dine, deve assolutamente osservare. Per chi non se lo ricordasse, Van Dine è stato il primo a pubblicare un giallo in Italia, La strana morte del signor Benson nella storica collana Mondadori con la copertina caratterizzata da quel colore che avrebbe dato il nome a tutto il genere. Era il lontano 1929.

Solo un anno prima, aveva pubblicato le quattordici regole. Ovviamente, molta acqua e molto inchiostro sono passati sotto i ponti. E anche la figura dell’investigatore è molto cambiata dal suo Philo Vance. Eppure, se ben li guardiamo, i principi da lui formulati rispondono ancora a criteri di buon senso. Intendiamoci: sono dell’opinione che le regole vadano infrante, seppur a ragion veduta. Il genio creativo non deve avere costrizioni. Ma bisogna anche affermare che, per chi è alle prime armi, imparare dall’esperienza dei maestri non è mai tempo sprecato. Continua a leggere