dicembre 18

Casi particolari di formazione del plurale. Arancie o arance, capostazione o capistazione?

Casi particolari di formazione del plurale. Arancie o arance, capostazione o capistazione?Ecco, qui di seguito, alcuni casi particolari di formazione del plurale. I nomi terminanti in -cia e -gia conservano la i al plurale se sulla cade l’accento tonico. (farmacìa, farmacìe; allergìa, allergìe; scìa, scìe).
Se sulla
i di -cia e -gia non cade l’accento tonico (la i è atona) e le consonanti c e g sono precedute da vocale, la i viene conservata anche al plurale (camicia, camicie; ciliegia, ciliegie). La perdono, invece, se le consonanti c e g sono precedute da consonante (arancia, arance; frangia, frange; spiaggia, spiagge).
Questa è la regola generale anche se vengono ormai accettate anche forme come
provincie e ciliege.

I nomi terminanti in -io formano il plurale con la doppia i, se l’accento cade sull’ultima i (zìo, zìi; pendìo, pendìi). Con una sola i se l’ultima i non è accentata (olio, oli; viaggio, viaggi).

I nomi terminanti in -logo formano il plurale a seconda di cosa denotano. Se si tratta persone, formano normalmente il plurale senza h (archeologo, archeologi; teologo, teologi). Se indicano altre cose, formano il plurale con la lettera h (epilogo, epiloghi; dialogo, dialoghi).

Particolare attenzione va posta nella resa del plurale dei nomi composti.
Se la parola è composta da due nomi, nel plurale cambia soltanto la desinenza del secondo termine (
autostrada, autostrade; banconota, banconote).
Se la parola è composta da un sostantivo seguito da un aggettivo, entrambi cambiano la desinenza al plurale (
cassaforte, casseforti; terracotta, terrecotte). Ma pellerossa può formare il plurale regolarmente (pellirosse) o rimanere invariato (pellerossa). Palcoscenico fa palcoscenici.
Se la parola è composta da un aggettivo seguito da un sostantivo, prende il plurale solo nel secondo elemento (
francobollo, francobolli; bassorilievo, bassorilievi). Vi sono, però, delle eccezioni: mezzanotte, mezzenotti; mezzaluna, mezzelune; mezzatinta, mezzetinte; purosangue, purosangue).

Se la parola è composta da un verbo seguito da un sostantivo, se il sostantivo è plurale, il nome composto rimane invariato (accendisigari, accendisigari; stuzzicadenti, stuzzicadenti). Se il sostantivo è singolare, assume la desinenza del plurale se il sostantivo è di genere maschile (passaporto, passaporti; parafulmine, parafulmini). Resta, invece, invariato se il sostantivo è di genere femminile (portacenere, portacenere; aspirapolvere, aspirapolvere).
Se la parola è formata da due verbi o da un verbo seguito da un avverbio, rimangono invariabili al plurale (
saliscendi, saliscendi; dormiveglia, dormiveglia)
I nomi composti con la parola capo non si comportano sempre nello stesso modo. In alcuni casi, si mette al plurale il secondo elemento (
il capogiro, i capogiri; il capolavoro, i capolavori).
Altre volte, si mette al plurale il primo elemento, soprattutto quando capo significa “essere a capo di qualcosa” (
il caposquadra, i capisquadra; il capostazione, i capistazione). Se la parola è di genere femminile e il nome capo si riferisce a una donna, essa rimane invariata al plurale (la capoufficio, le capoufficio; la capoclasse, le capoclasse)